TERRATEATRO

DOTTOR JEKYLL & MISTER HYDE

Una produzione del Teatro Stabile d'Abruzzo 2012

                                                                                                                                                                                                                           Con: Cristina Cartone  Luca Settepanella  Ottaviano Taddei

Regia e riduzione teatrale:  Ottaviano Taddei

Musiche originali: Alex Ricci, 2Moellers

stop-motion/animazione carta: Cristina Cartone e Fabio di Evangelista

Fotografia/postproduzione: Fabio Di Evangelista

Scenografia e costumi: Terrateatro

Foto di scena: Marco Arduini

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 Il romanzo di Stevenson  “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” scritto nel 1886 è oramai considerato uno dei testi più famosi e più letti. Già nel primo capitolo in cui si narra del “con-flitto tra una strada e una porta”, si comincia a respirare l'aria di mistero tipico dello stile del “romanzo gotico”. Scritto anche per opporsi alla letteratura puritana del periodo vittoriano, rappresenta l'eterno conflitto tra il bene e il male. Ovvero tra il tranquillo, incerto, fragile Jekyll e il crudele e sordido Hyde. Eppure, non bisogna fare l'errore di considerarli come due opposti: Hyde è qualcosa che vive all'interno di Jekyll, più esile di lui, sembra anche fisica-mente contenuto nell'altro corpo. E' la regressione della specie, la minaccia che si possa an-che tornare indietro nella scala dell'evoluzione. L'avvocato Utterson non è solo colui che cer-cherà di risolvere questo mistero inestricabile, ma è il personaggio attraverso il quale si svi-luppa tutta la vicenda. Solo alla fine scoprirà la verità, ma anche qui, a condurlo alla scoperta del tremendo destino di Jekyll, sembra essere, appunto, quell'Hyde che parrebbe voler essere disperatamente smascherato.

Nella trasposizione teatrale, Terrateatro segue la strada del giallo, del poliziesco, ponendo l'attenzione sull'ambivalenza dell'animo umano, non solo in senso negativo: dentro di noi ci sono modi diversi, a volte opposti, di vedere le cose, di interpretarle, di viverle. La tematica intende porre l'attenzione sul carattere volubile e non ancora formato degli adolescenti, sul pericolo che corrono di non avere punti di riferimento che li possa mettere sulla buona strada, per aprire quella “Porta” giusta che li indirizzi in una delle direzioni possibili.



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