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TERRE DI TEATRI 2019
ALLEGATI PDF: (PROGRAMMA)
Festival di Teatro








GIULIANOVA DAL 21 AL 28 DICEMBRE 2019








TEATRO KURSAAL








INFO: 3489314156









    TEATRO DI PROSA








Biglietto € 7,00 - ridotto studenti € 5,00








SABATO 21 DICEMBRE, ore 21,00








TSA- Teatro Lanciavicchio








FONTAMARE di I.Silone








VENERDI' 27 DICEMBRE, ore 21,00








Aretè Ensemble








LEOPARDI









    TEATRO BAMBINI E FAMIGLIE








Biglietto € 5,00








SABATO 28 DICEMBRE, ore 17,00








TSA - Terrateatro








CANTO DI UN PASTORE









DIREZIONE ARTISTICA E ORGANIZZAZIONE: TERRATEATRO








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Sabato 21 Dicembre ore 21,00








FONTAMARA di I. Silone / Teatro Stabile d’Abruzzo e Teatro Lanciavicchio
Vincitore del Premio Silone per la drammaturgia di F.Niccolini

Con: Angie Cabrera, Stefania Evandro, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo Vallozza
Musiche originali Giuseppe Morgante
Regia Antonio Silvagni








Voci E Fantasmi. Talvolta fantasmi di fantasmi.
Cinque attori: danno voce a un mondo, a un paese, ai suoi abitanti e pure ai loro carnefici. Raccontano – quasi fosse un’opera sinfonica a più voci – la storia di Fontamara, dei Fontamaresi, di Berardo Viola e di Elvira. Le voci dei protagonisti si accavallano con quelle dei personaggi minori: ogni attore deve acrobaticamente passare da un’identità all’altra. Giuvà, Matalè, il loro figlio, Marietta, Scarpone, e poi il generale Baldissera, Papasisto, Venerdì Santo, Ponzio Pilato, Betta Limona, l’impresario, il cavalier Pelino, don Baldissera, le mogli, i carabinieri, un prete venduto, un canonico disperato… un mondo si affolla sul palcoscenico attraverso una partitura ferrea, un’alternanza di presenze e testimonianze. Perché di testimoni si sta parlando: quasi fossimo di fronte a un giudice, o forse al Giudizio Universale, sono tutti chiamati a ricostruire quei giorni osceni pieni di vergogna violenza e disumano accanimento sui più indifesi.

Venerdì 27 Dicembre ore 21,00 








LEOPARDI / Aretè Ensemble








diretto ed interpretato da Annika Strøhm e Saba Salvemini 






"Un’allegria, ma basata sulla disperazione e sul disincanto, è quella che sono riusciti a tirar fuori dalle Operette Morali di Leopardi...Riescono (direi bene!) Saba Salvemini e Annika Strøhm a rendere quasi "nostro contemporaneo" nonchè allegramente disperato il pensiero leopardiano...." - Pasquale Bellini - Gazzetta del Mezzogiorno
 
Una bara, due attori e le operette di Leopardi. Uno spettacolo in un bianco e nero a riflettere il grottesco ed il profondo della vita. Un Leopardi tragicomico e tanto necessario in questi tempi bui.
Solo testi di Leopardi integrali: Dialogo della Moda e della Morte, Dialogo di un Folletto  e di uno Gnomo, Dialogo di Malambruno e di Farfarello, Dialogo di un venditore d’Almanacchi e di un passeggere, L’Infinito.
“...quando non solamente si persuadevano (gli esseri umani) che le cose del mondo
non avessero altro uffizio che di stare al servigio loro, ma facevano conto che tutte
insieme, allato al genere umano, fossero una bagattella”.

Sabato 28 Dicembre ore 17,00 
CANTO DI UN PASTORE / Teatro stabile d'Abruzzo e Terrateatro
Spettacolo per Bambini e Famiglie (dai 5 anni)

Con: Cristina Cartone e Luca Settepanella
Musiche: Alex Ricci , 
Pupazzi di scena: Compagnia del rospo rosso
Regia di Ottaviano Taddei

Lo spettacolo “Canto di un Pastore” parte dalla volontà di affrontare i racconti della tradizione abruzzese, avendo sempre l’obiettivo finale di un lavoro di messa in scena rivolto in particolare alle nuove generazioni. Sappiamo che i pastori sono uno dei simboli più ricorrenti della tradizione abruzzese. Esistono, nella loro mitica presenta millenaria. E’ questa immagine suggestiva che vogliamo riportare in luce, valorizzandola attraverso un lavoro di memoria storica, per tradurla infine sulla scena anche con il contributo della musica tradizionale dal vivo. Protagonisti della vicenda sono un pastore di nome Sebastiano e sua moglie Crisaldina. Il tempo nel quale i due si muovono è quello compreso tra i mesi primaverili e quelli estivi, quando il pastore, dalla Puglia, dove ha affrontato l'ennesima transumanza, torna al suo paese, ai suoi affetti e ad una vita normale . Ma già, tra ricordi e serenate, ricomincia il da farsi per il nuovo viaggio verso i pascoli invernali. Attraverso i canti e l'uso in scena dei pupazzi, i bambini vengono trasportati in un Abruzzo antico, fatto di giochi di una volta, di cibi di un tempo ormai lontano, di una vita immersa completamente nella natura e nel flusso delle stagioni.
Come il Pastore di Leopardi, il nostro si pone domande sull'esistenza ripercorrendo, attraverso i momenti della sua quotidianità, i secoli di storia che lo hanno visto protagonista.
La proposta si lega alle azioni ultranazionali sulla tutela del nostro pianeta, che vede la tendenza di considerare tutte le storie legate a modi di vita rispettosi dell'ambiente.



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