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Dottor Jekyll e Mister Hyde

la nuova produzione di Teatro Ragazzi:debutto 16 Dicembre 2012/ festival Terre di Teatri
DOTTOR JEKYLL E MISTER HYDE
da Robert Louis Stevenson

con: Cristina Cartone  Luca Settepanella  Ottaviano Taddei
regia e riduzione teatrale:  Ottaviano Taddei
musiche originali: Alex Ricci, 2Moellers
ideazione stop-motion/animazione carta: Cristina Cartone e Fabio di Evangelista
fotografia/postproduzione: Fabio Di Evangelista
scenografia e costumi: terrateatro
Foto di scena: Marco Arduini












Il romanzo di Stevenson  “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” scritto nel 1886 è oramai considerato uno dei testi più famosi e più letti. Già nel primo capitolo in cui si narra del “con-flitto tra una strada e una porta”, si comincia a respirare l'aria di mistero tipico dello stile del “romanzo gotico”. Scritto anche per opporsi alla letteratura puritana del periodo vittoriano, rappresenta l'eterno conflitto tra il bene e il male. Ovvero tra il tranquillo, incerto, fragile Jekyll e il crudele e sordido Hyde. Eppure, non bisogna fare l'errore di considerarli come due opposti: Hyde è qualcosa che vive all'interno di Jekyll, più esile di lui, sembra anche fisica-mente contenuto nell'altro corpo. E' la regressione della specie, la minaccia che si possa an-che tornare indietro nella scala dell'evoluzione. L'avvocato Utterson non è solo colui che cer-cherà di risolvere questo mistero inestricabile, ma è il personaggio attraverso il quale si svi-luppa tutta la vicenda. Solo alla fine scoprirà la verità, ma anche qui, a condurlo alla scoperta del tremendo destino di Jekyll, sembra essere, appunto, quell'Hyde che parrebbe voler essere disperatamente smascherato.
Nella trasposizione teatrale, Terrateatro segue la strada del giallo, del poliziesco, ponendo l'attenzione sull'ambivalenza dell'animo umano, non solo in senso negativo: dentro di noi ci sono modi diversi, a volte opposti, di vedere le cose, di interpretarle, di viverle. La tematica intende porre l'attenzione sul carattere volubile e non ancora formato degli adolescenti, sul pericolo che corrono di non avere punti di riferimento che li possa mettere sulla buona strada, per aprire quella “Porta” giusta che li indirizzi in una delle direzioni possibili.


L'ALTER EGO E L'ADOLESCENZA
In psicologia si tende a considerare il principio secondo il quale un individuo conquista la pro-pria identità nella fase adolescenziale, così come il senso di valore per sé e per gli altri ( E.H.Erikson).Lo stesso autore afferma che l'identità personale può essere messa in discussio-ne o arricchita anche nell'età adulta e nell'età matura in corrispondenza della sperimentazione di nuove opportunità che si presentano nel ciclo di vita; di esse emerge l'intimità che dalla giovinezza e prima età adulta pone l'individuo di fronte all'altro.
L'identità personale quindi in questo contesto può essere considerata come possibile solo in riferimento all'altro e alla relazione tra queste due parti. Ciò non significa che l'incontro con l'altro inevitabilmente porti a non ri-conoscersi e a smarrirsi, al contrario può far emergere parti di sé gia presenti e poi ri-conosciute. L'identificazione proiettiva assume bene in sé que-sto processo dinamico sottolineando la necessità dell'altro, nella costruzione della propria i-dentità personale, processo che possiamo definire do co-costruzione.
E in effetti l'adolescenza può essere definita come una vera e propria rivoluzione che inve-ste sia gli aspetti fisiologici sia quelli psichici. Le parole chiave di questo periodo sono “cam-biamento” e “crisi”. La crisi diventa l'occasione di una trasformazione dell'identità dove l'intero mondo dei riferimenti muta, coinvolgendo al tempo stesso emozioni, sentimenti, co-gnizioni e sensazioni dell'adolescente, che ora s'interroga freneticamente alla ricerca di se stesso. È un periodo caratterizzato dalla caduta di tutte le certezze acquisite in precedenza ed è per questo che l'adolescente necessita di una reinterpretazione di se stesso, che gli restitui-sca un senso di quiete ed argini il disordine interno. Durante questo periodo l'adolescente è turbato da due particolari eventi: il suo mondo utopico si scontra con la realtà e di conse-guenza nasce in lui inquietudine; crolla l'onnipotenza degli adulti, avendo raggiunto fisica-mente e cognitivamente il mondo adulto e riuscendo a riconoscere le incongruenze di tale mondo. Altro motivo importante di confusione è la perdita dell'identità sociale siccome all'adolescente non è riconosciuto uno status ben definito. Questa confusione, con tutte le an-gosce conseguenti, è affrontata attraverso la negazione e quindi ponendosi in atteggiamenti di posizioni assolute. Un'altra difesa è la negazione maniacale attraverso la quale l'adolescente è convinto che cinismo e distruzione siano le caratteristiche per diventare adul-to. Anche la fantasia è vista come metodo di difesa in quanto paragonata effettivamente alla realtà.
L'adolescenza è inoltre caratterizzata dalla battaglia che spesso insorge contro i genitori, così come contro l'autorità, condotta in molti modi: da un'ostentata indifferenza nei loro confronti, alla denigrazione, alla sfida, alla critica esacerbata rispetto a tutti i valori e le norme di cui questi sono portatori. Alcuni adulti, tuttavia, assumono un ruolo fortemente carismatico nell'universo immaginario degli adolescenti conservando una funzione referenziale nel proces-so di crescita, perché in grado di ascoltarli, prendendoli sul serio, e di restituire loro un'immagine di sé valorizzata. Gli adulti, assunti come riferimenti ideali di se stessi, presi a prestito dal mondo della musica, della letteratura o dello sport, consentono all'adolescente di differenziarsi sempre più dalle persone del proprio ambiente familiare. In altre parole, l'adolescente dispiega un miscuglio di sprezzante indipendenza e di bisognosa dipendenza e queste due posizioni si alternano e coesistono di modo che l'adolescenza presenta un para-dosso. È evidente che ciascuno di questi atteggiamenti opposti dà per scontato il controllo adulto del cui sostegno l'adolescente ha necessità.
Nell'adolescente, la ricerca di sé non avviene solo attraverso la contrapposizione e l'identificazione con l'adulto, ma anche in un confronto più allargato con i coetanei, in mezzo ai quali egli si ritrova. Se l'altro non è vissuto come eccessiva fonte di minaccia, specchiarsi nei pari, uniformarsi e omogeneizzarsi nella logica mimetica del gruppo è un'esperienza rassi-curante che consente all'adolescente di sentirsi come gli altri, “normale” rispetto alle inquie-tudini che prova.
L'esperienza di questi anni diventa allora quella di confondersi per poi differenziarsi, omolo-garsi e conformarsi per poi riemergere alla ricerca di una propria distinzione. In questa fase, l'amico/a del cuore, l'alter ego, rappresenta un'ulteriore possibilità di conoscersi e costruire se stesso nel rapporto e nel confronto con l'altro. Chiarirsi attraverso l'altro, infatti, consente di chiarirsi principalmente con se stessi, in un gioco appassionato, contrassegnato in maniera ambivalente sia dal bisogno narcisistico di sentirsi unico, sia dalla paura di sentirsi diverso dagli altri. Dopo l'incontro stabilizzante con l'amico/a dello stesso sesso si è pronti per avven-turarsi verso amicizie con persone di sesso opposto, amicizie che assumono il sapore dell'innamoramento, in cui l'adolescente, attraverso investimenti affettivi ed inevitabili delu-sioni, sperimenta la sua nuova identità e sessualità. ( da appunti della DOtt.ssa M. Caria)
In questo contesto si sviluppa il lavoro su “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde” di Ste-venson, che Terrateatro intende percorrere ponendo  l'adolescente  al centro di una riflessio-ne che parta dall'opera per dipanarsi nelle mille domande sull'identità. Un tentativo che vuole sviluppare anche un confronto con la scuola e le classi che saranno, di volta in volta, coinvolte negli spettacoli. In questo senso, il percorso che si intende sviluppare prevede una fase pre-liminare, che anticipa lo spettacolo, nella quale le classi coinvolte lavoreranno con le loro in-segnanti su una scheda didattica e sul testo di Stevenson; successivamente sarà presentato lo spettacolo che prevede una appendice nella quale i partecipanti possono confrontarsi diret-tamente con gli attori e il regista; infine, sarà possibile un momento di verifica mediante una ulteriore scheda più riferita alle problematiche adolescenziali legate all'identità.



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