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TERRE DI TEATRI 2009

festival di Teatro Contemporaneo e Teatro Ragazzi
GIULIANOVA
dal 3 al 20 Dicembre
Centro Socio-Culturale, quartiere Annunziata
(fine Lungomare Sud)
INFO E PRENOTAZIONI:
3391824676   terrateatro@hotmail.com


    SEZIONE TEATRO CONTEMPORANEO
  ingresso € 5,oo

GIOVEDI' 3 DICEMBRE 2009 ore 21,15
Andrea Cosentino
“PRIMI PASSI SULLA LUNA”

MARTEDI' 8 DICEMBRE 2009 ore 21,15
Scena Verticale
“LA BORTO”

VENERDI' 11 DICEMBRE 2009 ore 21,15 prima nazionale
Teatri d'Abruzzo
“COSI' E' (SE VI PARE)” di Luigi Pirandello

VENERDI' 18 DICEMBRE 2009 ore 21,15

Teatro del Krak
“IL LAVORO CHE RESTA”

    SEZIONE TEATRO RAGAZZI   ingresso € 3,oo

DOMENICA 6 DICEMBRE 2009 ore 17,30 
età consigliata: da 8 anni
Teatro Lanciavicchio (Aq)
“POLVERE DI FARFALLA” filosofavola dark

DOMENICA 13 DICEMBRE 2009 ore 17,30
età consigliata: da 3 a 10 anni
Terrateatro
“L'ACQUA DI LALLA” 

DOMENICA 20 DICEMBRE 2009 ore 17,30
per bambini di tutte le età
Teatro del Paradosso
“GRAFFIO E RONDINELLA”

Direzione artistica  e organizzazione: Ottaviano Taddei, Cristina Cartone
Tutti gli spettacoli saranno preceduti da performances degli allievi della Scuola di Terrateatro: Alessio, Carla, Daniela, Elena, Francescomaria, Giuliana, Marilena, Sandra, Pamela







PROGRAMMA DETTAGLIATO
SEZIONE TEATRO CONTEMPORANEO





GIOVEDI' 3 DICEMBRE 2009 ore 21,15
Andrea Cosentino

“PRIMI PASSI SULLA LUNA”
di e con Andrea Cosentino
Lo spettacolo " Primi passi sulla Luna" ci racconta il primo viaggio sul suolo lunare, quarant'anni dopo. Ma anche il centenario del Futurismo, il bicentenario della nascita di Darwin, passando per il ventennale della caduta del muro di Berlino, il cinquantenario della creazione della bambola Barbie, e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick. Un racconto al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si conclude sulla superficie scabra del presente. É al contempo uno squarcio di storia intima, quasi una confessione, che ha a che fare con i temi della paternità e dell'infanzia.
Andrea Cosentino è uno dei più intelligenti e creativi comici del teatro italiano. Espandendo la narrazione teatrale grazie a un uso quasi dadaista degli oggetti, si prende gioco della società e del suo medium principale: la televisione. Tra i suoi spettacoli: “La tartaruga in bicicletta in discesa va veloce”, “L'asino albino” e “Angelica”. Con l'associazione culturale MARA'SAMORT opera per un'ipotesi di teatro del-con-sul margine. In televisione partecipa nel 2003 alla trasmissione televisiva “Ciro presenta Visitors” (Mediaset), per la quale inventa una telenovela demenziale recitata da bambole di plastica. E' promotore del PROGETTO MARA'SAMORT, che opera per un'ipotesi di teatro del-con-sul margine, attraverso una ricerca tematica, linguistica e performativa sulle forme espressive subalterne.


MARTEDI' 8 DICEMBRE 2009 ore 21,15
Scena Verticale

“LA BORTO”
di e con Saverio La Ruina_  vincitore premio UBU 2007 “migliore attore”
musiche originali eseguite dal vivo da Gianfranco De Franco

Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall'atteggiamento e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L'aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta l'universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli,soprattutto negli atteggiamenti maschili, racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.
... A li posti i bloccu ci stavìanu i guagnuni chiù zinni, allìavi, e a la “dogana” ci stavìanu i chiù granni, i giòmitri, e mìanzu i giòmitri cumannavi u ngignìaru, Duminicu u Bellu, u capu cantìaru, sempi cu a sigaretta mmucca, sempi cu a cammisa a la moda, ma sempi russa o celeste, sempi sbuttunata, sbuttunata a lu pìattu quannu facìa friddu e sbuttunata a la panza quannu facìa cavudu…”


VENERDI' 11 DICEMBRE 2009 ore 21,15 prima nazionale
Teatri d'Abruzzo

“COSI' E' (SE VI PARE)” di Luigi Pirandello
con Cristina Cartone, Tommaso  Di Giorgio, Stefania Evandro, Federica Nobilio, Ottaviano Taddei, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Giacomo Vallozza
figure bianche Massimo Piunti
Regia  Antonio Silvagni

Verità fluttuanti e identità incerte da rintracciare sotto le macerie di  un terremoto.
Lo spaesamento di chi arriva da un luogo in rovina confligge con la messinscena delle presunte verità; e la morbida ricerca di un equilibrio esistenziale da parte di coloro che arrivano dalla catastrofe appare follia a chi non ha ancora conosciuto il vuoto sotto i piedi.
Il terremoto della Marsica cui Pirandello fa un rapido accenno nell'opera Così è (se vi pare ), corrisponde nell'allestimento TdA al franare dell'architettura emotiva e psicologica del Signor Ponza e della Signora Frola, Il salotto Agazzi diventa un microcosmo autosufficiente in cui personaggi creati da una realtà mediatica incarnano ruoli autoreferenziali, cui nulla importa della verità reale.  La presente  lettura dell'opera pirandelliana risente in maniera profonda degli ultimi avvenimenti che hanno sconvolto l'Abruzzo: il terremoto, che per Pirandello era un pretesto per azzerare certezze e fisionomie, e un non luogo da cui far emergere la critica alle sicurezze preconfezionate, diventa ora punto di partenza per un'inchiesta sul profondo dissidio tra verità e realtà, tra le ostentate certezze dei salotti televisivi e l'eterna fragilità dell'esistere. Cosi mentre l'autore siciliano costruisce dei personaggi sopravvissuti al terremoto del 1915 nella Marsica (in provincia dell'Aquila) e li fa oggetto della ricerca di 'verità' da parte della società dell'epoca, i nostri sopravvissuti al terremoto sono già corredati di una 'verità' cucitagli addosso dai media che fingono di inseguirla al solo scopo di farne… audience!

VENERDI' 18 DICEMBRE 2009 ore 21,15
Teatro del Krak

“IL LAVORO CHE RESTA”
con Alessandra Angelucci Cristina Cartone Vincenzo Occhionero_Lorenza Sorino Ottaviano Taddei_
musiche e canti eseguiti dal vivo da Lara Molino_
scrittura scenica e regia Antonio G. Tucci.

Partire dall'innocenza. Ritrovare il cuore nudo della parola, la necessità di una oralità rielaborata e rivissuta in termini di contemporaneità. C'è il bisogno di storie “vere”, storie private che ambiscono a diventare storie “esemplari”, in cui la gente possa identificarsi. Ecco quindi una drammaturgia che nasce da un incontro, quello avvenuto nell'estate del 2008, di un gruppo di attori con gli anziani contadini, gli operai, i disoccupati, i giovani interinali, le donne lavoratrici di San Salvo, Cupello e Lentella, nel sud dell'Abruzzo. Conoscere com'era un tempo il lavoro e com'è oggi. Ascoltare le loro storie o storie di altri. Così da confrontare passato e presente per capire, per ricordare, per riflettere. E poi mettere in scena il lavoro, con i suoi fatti sanguinosi di tragedia di popolo e di singoli esseri umani, per suscitare un'intensa e ritmata narrazione, simbolica e realistica al tempo stesso, evocativa e concreta, possibilmente vera. Tra i frammenti di vita quotidiana, che sono le piccole storie di vita vissuta da una comunità che non ha avuto una grande storia, affiora la coscienza inquieta di oggi a restituire, comunque, lo sgomento di un percorso di speranza e di fiducia che sollecita a indignarsi, reagire, testimoniare._







SEZIONE TEATRO RAGAZZI







DOMENICA 6 DICEMBRE 2009 ore 17,30  età consigliata:da 8 anni
Teatro Lanciavicchio

“POLVERE DI FARFALLA” filosofavola dark
con:_Stefania Evandro_Alberto Santucci_, Tommaso Di Giorgio, Rita Scognamiglio
collaborazione artistica: Antonio Silvagni_
regia: Stefania Evandro

Voli lontanissimi e leggeri, viaggi da un mondo all'altro: da quello reale a quello dei sogni, dei desideri e dell'anima. Allungando lo sguardo dal cielo e dalle nuvole Polvere di Farfalla narra di antichi miti di creazione dell'uomo, della donna, del mondo; favole e storie che raccontano il bisogno di sentirsi al centro dell'universo e frutto di una volontà creatrice.La storia narrata trae spunto dal mito di Alcesti e Admeto, dalla necessità di combattere e evitare la morte e la capacità di trasformarla in un atto d'amore.Polvere di Farfalla parla al pubblico dell'infanzia di un'infanzia diversa e lontana: quella di un uomo primitivo ed ingenuo che ha il desiderio di rendere il suo passaggio sulla terra unico ed affascinante, e della sua voglia di trasformare questo passaggio in un "opera d'arte della natura".Polvere di farfalla nasce dalla scommessa di conciliare un linguaggio semplice ed efficace con suggestioni che tra le righe parlino anche di qualcosa che semplice non è: il dissidio tra l'istinto più alto dell'uomo e le leggi della natura, il contrasto tra il desiderio di raggiungere l'infinito e toccare con la mano le ali di una farfalla, toccare la sua libertà e nello stesso momento decretarne la fine.Un pò come l'essenza della rappresentazione, del teatro, dell'arte.

DOMENICA 13 DICEMBRE 2009 ore 17,30 età consigliata:da 3 a 11 anni
Terrateatro

“L'ACQUA DI LALLA” 
con: Cristina Cartone, Alessio Fratoni
musica dal vivo: Alessio Fratoni
regia: Ottaviano Taddei

Lo spettacolo si apre con l'immagine di una nonna, Lalla, tenera e simpatica nella sua situazione quotidiana. Nonna Lalla racconta ai bambini che ha di fronte un'esperienza  vissuta molti anni prima, quando era ragazzina, insieme al suo amico Nico: un viaggio straordinario avvenuto lungo il fiume. E' qui che lei abitava, e mai avrebbe allora immaginato quanta vita potesse esserci dentro e attorno a quell'acqua. Ma ecco che accade la prima sorpresa: nonna Lalla, proprio mentre inizia il racconto del meraviglioso viaggio, assume le sembianze e le vesti di lei  bambina.  La scenografia si anima, appare Nico e la sua fisarmonica; appare anche la meravigliosa bicicletta di Lalla. Tutto può avere inizio, il viaggio  incomincia. E' facile comprendere che l'acqua si trovi nei mari, nei fiumi, appunto, o nei laghi. Essa, però, è anche nella frutta e nella verdura, come pure nei ghiacciai. E in ogni luogo arricchisce di suoni, sapori e colori le mille forme viventi che compongono il mondo. Lalla e Nico seguono le orme tracciate dall'acqua del fiume e lo fanno a suon di musica, incontrando ad ogni passo nuovi amici…


DOMENICA 20 DICEMBRE 2009 ore 17,30 per bambini di tutte le età
Teatro del Paradosso

“GRAFFIO E RONDINELLA”
liberamente tratto da Jorge Amado
con_Tommaso Di Giorgio e Federica Nobilio
regia Giacomo Vallozza
Una tenera storia d'amore tra un gatto, Graffio, ritenuto un poco di buono, e una rondinella, Miss Rondinella, la principessina del parco._Un gatto che tutti evitano, perché ritenuto colpevole delle azioni più efferate. Una Rondinella che tutti amano perché vola libera e felice nel cielo._Come possono innamorarsi, così diversi tra loro, così lontani?_Graffio e Rondinella è uno spettacolo sul superamento dei pregiudizi, ma anche una riflessione su quando è giusto togliere l'ancora e affidarsi al vento o quando invece serve radicarsi per difendere l'identità, i valori nei quali si riconosce la comunità.__“C'è una vecchia vecchia legge che dice: oca con oca, colombo con colomba, cane con cagna, gatto con gatta, RONDINE CON RONDINE.” “Forse ci vorrebbe una rivoluzione”, suggerisce la civetta, il saggio del parco. Sì, una rivoluzione che faccia giustizia dei pettegolezzi, delle male lingue, degli individui che predicano bene e razzolano male, come il Pappagallo Everaldo. Ma come si fa a fare una rivoluzione? Mica puoi andare da uno e dirgli: “Senti, vuoi fare la rivoluzione?”









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