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Spettacoli | |
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Cemento ANIME SALVATE storie del Gran sasso La terra è come il Cielo altri spettacoli |
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(2008) CEMENTO Attori: Cristina Cartone, Alessio Fratoni, Ottaviano Taddei Costumi: Terrateatro Scenografia e oggetti: Francesco Maria Di Bonaventura Musiche eseguite dal vivo: Alessio Fratoni Disegno Luci: Tea Primiterra Adattamento teatrale e Regia: Ottaviano Taddei La storia di Pietro Di Donato ci racconta un’intera epoca, quando gli emigranti italiani attraversavano l’oceano per raggiungere “la Merica”. |
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La vicenda che intendiamo raccontare con lo spettacolo “Cemento” parte proprio dalle condizioni dei migranti italiani, dai soprusi ricevuti sul posto di lavoro, dai salari bassi, dalle condizioni precarie in cui si guadagnavano il pane. Sembrano argomenti attuali, che ripropongono lo spinoso tema del mondo dei diritti legati lavoro. Questa, in più, è una storia rude come un pezzo di granito, dove ritroviamo le nostre radici, dove il popolo dei muratori lotta contro la materia e contro il fato, sostenuto dalle forze elementari della sua stessa primitività e della fede in Dio. E il mondo di cui parliamo è un mondo oscuro, sordo, umile, nascosto, ignorato, che tenta di esprimersi a fatica per trovare una dimensione. Ma è anche un mondo in cui si parla il linguaggio della solidarietà, quella dei “paesani” , gente semplice costretta, come i genitori di Pietro, a lasciare l’Italia; in cui le tradizioni, i canti, le credenze, sono le stesse abbandonate nel paese natio. Sembra essere il medesimo racconto delle migliaia di immigrati di oggi, che muovono da ogni parte del mondo per cercare fortuna. Gli avvenimenti si snodano, sulla scena, nell’arco di una giornata di lavoro, nella quale il piccolo Pietro è accudito, guidato, educato da Vincenzo detto Nasone, un vecchio muratore, amico fraterno e paesano del padre. |
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| (2006) ANIME SALVATE storie del Gran Sasso Con: : Mara di Giammatteo, Cristina Cartone, Elena Cartone, Ottaviano Taddei. Musiche originali dal vivo: Alex Ricci Regia: Ottaviano Taddei Parlare, in questo lavoro, della montagna ha significato rintracciare frammenti di storia per comporre, infine, un racconto agito, oltre che recitato, che partisse dai sentimenti dei protagonisti. In “Anime Salvate, Storie del Gran Sasso”, l’ombra della montagna madre, per chi nasce e per chi vive in Abruzzo, accompagna la quotidianità di costoro, impregna gli sguardi con la sua mole che non si può ignorare.Al suo cospetto, la storia immaginaria tra Mario e Agnese non è solo una storia d’amore, ma anche un confronto, un incontro tra colui che vive la montagna perché, scalandola, ne ama la grandiosità, e colei che nascendo e vivendo in essa, la rispetta con silenziosa intensità. Due livelli che si fondono tra gli spazi impervi ed affascinanti di questa natura superiore. A tale vicenda, così umanamente leggibile, si fondono le altre presenze dello spettacolo: la donna anziana che ricorda con rabbia il suo periodo di emigrazione con i figli e intreccia con la saggezza degli anni le vicende dell’azione scenica; il “colonizzatore” che, travolto dal suo cinismo, vede nella magnificenza della montagna un affare da sfruttare ad ogni costo; un narratore incalzante con le sue domande e profonde osservazioni. Immagini fluttuanti che ci descrivono la vita e il dramma con generosità poetica, come fossero momenti inscindibili del nostro vivere quotidiano. La figura di Mario è ispirata alla leggendaria persona (per che conosce la montagna) che fu Mario Cambi, uno dei più grandi scalatori degli appennini, che nel febbraio del 1929 perse la vita insieme al suo fraterno compagno Paolo Emilio Cichetti, nel tentativo di sfuggire alla morsa del gelo e alle tormente di neve che, in quell’anno, ammantarono come non mai il Gran Sasso e l’Italia. Una storia drammatica, raccontata in tempo passato dall’anima di Mario, che ritorna visibile per godere degli ultimi incontri d’amore con Agnese, anch’essa miracolosamente tornata indietro in un tempo che sembra non esistere. Un amore consegnato per sempre al ricordo e alla montagna. Sulla scena ogni cosa ( la musica dal vivo, i canti, le pietre che compongono lo spazio d’azione) intende avvolgere lo sguardo dello spettatore, al fine di creare una suggestione colma di religiosità: quella legata ai nostri monti e ai volti dimenticati. |
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(2005) La Terra è come il Cielo Con: Cristina Cartone Regia: Ottaviano Taddei La storia di Chiara d’Assisi è caratterizzata da alcuni momenti fondamentali: l’educazione alla carità insegnatale dalla madre; la conoscenza di Francesco, simbolo di rinnovamento di un uomo che, in quell’epoca, sembrava essere intento solo alle guerre e al raggiungimento delle ricchezze materiali; la fuga dalla casa paterna di Chiara, per diventare, come Francesco e i suoi compagni, anch’essa una penitente di Assisi; e infine l’esperienza della clausura come momento fondamentale di apertura al mondo. |
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| Tutto questo, in particolare il momento della scelta, avviene all’inizio del tredicesimo secolo. Come spesso accade nella storia, in ogni momento di passaggio epocale, o semplicemente di secolo, anche allora evidentemente era forte la necessità di una riflessione spirituale dell’esistenza umana. Sullo sfondo prevalgono l’adesione con i poveri e il concetto di povertà consapevole, l’interpretazione evangelica e il rapporto con la Chiesa istituzionale, una società in profondo cambiamento. Chiara è convinta della sua vocazione, la vive fino in fondo, senza timore di giudizio; ella ci appare meravigliosa nella sua coerenza. Sulla scena agisce un’attrice che si confronta con l’atteggiamento e i privilegi della povera Signora di S.Damiano, ne coglie i momenti significativi e li confronta con la propria esperienza. “La terra è come il cielo” ci avvicina alla trascendenza del teatro, intende dirci che esiste però un unico percorso temporale e che Chiara, la sua determinazione e la sua coerenza, vivono nelle nostre azioni più vere. Affermiamo così l’idea di un attore che, pur raccontandoci una storia non propria, la accompagna e la confronta con il suo percorso personale e la sua verità corporea. |
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Sale Sulle Ferite (2004) |
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